IL FUTURO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE PROPRIETARIA NEL SETTORE DEI BENI CULTURALI
Promosso e organizzato da Cultur-e
L’accelerazione nello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale richiede alle organizzazioni che operano nel settore dei beni culturali, compresi gli enti museali, di affrontare il nuovo contesto nel quale si inserisce il governo tecnologico e la promozione del loro patrimonio culturale, inteso come sistema di contenuti ad altissimo valore. Lo sviluppo dell’IA non è più solo un’opportunità da cogliere per dare vita a nuove opere, contenuti, servizi e modalità di fruizione degli stessi, ma impone ormai un cambio di paradigma sia nell’organizzazione e gestione del patrimonio museale, che nella modalità di sua valorizzazione nell’ecosistema digitale.
Il cambio di paradigma nel governo tecnologico del patrimonio culturale significa per le organizzazioni non solo digitalizzare, ma trasformare i contenuti proprietari in knowledge base strutturata e renderla disponibile sia ai membri dell’organizzazione che al pubblico, controllando la qualità e la sicurezza del proprio patrimonio. Anche il settore dei beni museali si trova dunque ad affrontare i dilemmi connessi alla scelta di optare o meno per soluzioni di AI pubblica o AI privata, che comportano approcci differenti. Cosa si rischia nel condividere i propri contenuti sulle infrastrutture di terzi? Quanto costa implementare internamente un’infrastruttura AI proprietaria? E chi la gestisce? I nodi da sciogliere sono legati alle garanzie sull’organizzazione, manutenzione, condivisione e sicurezza del patrimonio di contenuti.
Strettamente connesso al primo, è il cambio di paradigma nella promozione del patrimonio e della visita museale. Nel nuovo ecosistema digitale creato dallo sviluppo dei motori di risposta basati sull’IA, l’organizzazione museale è chiamata a costruire la propria knowledge base secondo una logica curatoriale semantica che risponde ai bisogni e agli intenti di ricerca degli utenti. Non è più in alcun modo sufficiente la promozione tradizionale. Come dobbiamo strutturare e governare il patrimonio museale di modo che la sua fruizione possa iniziare nell’ecosistema digitale ben prima della visita? Cosa è necessario fare per entrare nelle risposte che i motori generativi offrono alle domande degli utenti? La sfida è sviluppare strategie di promozione che consentano di entrare con i propri contenuti nelle sintesi generative e nei percorsi multimodali degli utenti.
Intervengono:
- Simona Battistella, CEO & Founder Cultur-e
- Pietro Lanza, Direttore generale e Consigliere delegato SB Italia
- Antonio Pavolini, Business Analyst – Media Industry
L’incontro è in programma venerdì 14 novembre dalle 11.15 alle 12.15 presso la Sala MiC.
