Sapienza

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Stand D5

Il Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza Università di Roma è uno dei centri universitari più importanti del settore a livello mondiale per ricchezza delle attività di ricerca e varietà dell’offerta didattica, come testimoniato anche dalla fitta rete di relazioni internazionali in cui sono coinvolti docenti e studenti: agli oltre 70 docenti stabili si affiancano ricercatori più giovani e in formazione.

Il Dipartimento abbraccia oggi ben 25 diversi settori scientifico-disciplinari che spaziano geograficamente dall’Occidente all’Africa, fino al Vicino e Medio Oriente, e cronologicamente dalla Preistoria all’età Bizantina, con un’estensione, sotto il profilo archeologico e filologico-letterario, anche al Medioevo, e quindi alla cultura cristiana, ebraica e mussulmana, con un’apertura anche all’Umanesimo quando l’antichità, mai completamente dimenticata, conobbe un’indubbia riscoperta.

La competenza e la rinomanza dei ricercatori sono tali che negli ultimi due anni consecutivi il Dipartimento ha ottenuto il primo posto a livello mondiale nel prestigioso QS World University Ranking per la materia “Classics and Ancient History” e un ottimo piazzamento per Archeologia (9° nel 2018; 11° nel 2019), conseguendo un risultato mai raggiunto da nessuna Università italiana. In costante crescita sono inoltre i finanziamenti nazionali ed europei che il Dipartimento riesce ad attrarre da enti pubblici e privati e i programmi di ricerca di eccellenza attivati.

L’offerta formativa è particolarmente ampia e per certi aspetti quasi unica in Italia e nel mondo. Essa copre l’intero curriculum accademico: dai corsi di Laurea Triennali (Lettere classiche e Scienze archeologiche) a quelli di Laurea Magistrale (Filologia, letterature e storia del mondo antico e Archeologia), fino ai livelli più avanzati e competitivi dei dottorati di ricerca (Filologia e Storia del Mondo Antico e Archeologia) e della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici. A tali corsi si affiancano le più recenti lauree in inglese di Classics e di Classical Archaeology.

Gli studenti (oltre 1500, con una crescente componente internazionale) hanno l’opportunità di partecipare attivamente alle molteplici attività di ricerca in campo nazionale e internazionale: lo studente che decide di compiere la propria formazione universitaria nel Dipartimento di Scienze dell’Antichità sa di poter contare su un centro di eccellenza e di potersi immergere in una tradizione di studi fondata su una chiara e solida metodologia di ricerca che, se da un lato lo porterà a una piena conoscenza della complessità dell’antichità, dall’altro gli fornirà preziosi strumenti per una comprensione critica del mondo contemporaneo.

Didattica e ricerca sono supportati dai cospicui patrimoni librari della biblioteca di Scienze dell’Antichità (circa 150.000 tra volumi e riviste) e dai laboratori di ricerca e di teatro antico. Ad essi si aggiungono quattro strutture museali di primaria importanza: il Museo delle Origini, che conserva reperti dal Paleolitico all’Età del Ferro dal territorio italiano; il Museo del Vicino Oriente, che accoglie i reperti dalle missioni archeologiche della Sapienza in Oriente; il Museo delle Antichità Etrusche e Italiche, che rende conto dello sviluppo della Penisola prima della conquista di Roma; il Museo dell’Arte Classica-Gipsoteca, che raccoglie oltre 1000 calchi di sculture greche. Il Dipartimento cura inoltre direttamente l’edizione di Riviste scientifiche e di collane librarie di grande prestigio a livello internazionale e coordina un numero assai rilevante di cantieri e missioni archeologiche che gli conferiscono un ruolo di primo piano a livello internazionale.

Tra queste ricerche, circa una ventina sono finanziate dal fondo Grandi Scavi della Sapienza nato per iniziativa del Rettore Antonio Ruberti (1976-1987) che intuì le rilevanti potenzialità sul piano culturale delle missioni archeologiche a livello nazionale e internazionale. Alcune di queste hanno assunto una rilevante notorietà internazionale: basterebbe solo citare gli scavi di Arslantepe in Anatolia, di Ebla in Siria, di Pyrgi presso Caere, del Palatino e del Foro Romano, di Lavinium (Pratica di Mare, RM), per richiamare alla mente eccezionali scoperte che hanno contribuito enormemente all’affermazione della ricerca archeologica italiana. L’articolazione delle tematiche storiche e archeologiche coinvolte nei Grandi Scavi è però nel suo complesso molto più ampia e riguarda aspetti che toccano tutte le grandi tappe della storia dell’umanità, dalle prime forme di aggregazione sociale alla nascita delle comunità agricole, dalle origini delle più antiche società urbane e statali ai grandi imperi del mondo classico e orientale fino all’affermazione delle città comunali e dell’Europa medievale.

I Grandi Scavi testimoniano il ruolo che il Dipartimento ha assunto negli anni in ambito archeologico quale struttura inclusiva e attenta alla ricaduta socio-culturale delle sue attività di ricerca in Italia e all’Estero, nonché degli aspetti socio-economici che tali attività assumono nei molti territori in cui opera.






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